/*
 * Theme Name:   Sunya Child
 * Theme URI:    https://dadesign.it/themes/sunya-child
 * Description:  Child theme di Sunya — personalizzazioni specifiche per il sito.
 * Author:       Davide Arduini
 * Author URI:   https://dadesign.it
 * Template:     sunya
 * Version:      1.3.2
 * License:      GPL-2.0-or-later
 * License URI:  https://www.gnu.org/licenses/gpl-2.0.html
 * Text Domain:  sunya-child
 * Tags:         custom, e-commerce, woocommerce
 * Requires at least: 6.0
 * Tested up to: 7.1
 * Requires PHP: 7.4
 *
 * Questo child theme eredita tutte le funzionalità del tema parent Sunya.
 * Tutte le personalizzazioni specifiche per il sito vanno qui.
 */


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   PALETTE COLORI — base generica (bonifica completata 2026-08-14)

   Questo file era derivato da davidearduini.com e portava i suoi colori
   oro cristallizzati in esadecimale. Ogni child creato dalla base li
   ereditava, restando dorato qualunque fosse il brand del sito.

   Nessun esadecimale di brand e' piu' presente. I colori arrivano, in
   ordine di precedenza:
     1. filtro PHP `sunya_brand_colors` nel functions.php del child
        (parent >= 1.7.0 — modo consigliato per un sito nuovo)
     2. Customizer (6 controlli + modalita' base)
     3. default del :root del parent

   Restano solo due fallback neutri, entrambi bianchi, dove il parent non
   definisce un token proprio: header trasparente e barra copyright.

   PER UN SITO NUOVO: dichiarare i 6 colori nel filtro (vedi
   docs/changelog-v1.7.0-brand-colors-filter.md) e aggiungere qui SOLO
   cio' che non e' derivabile: tipografia, spaziature, forme, blocchi
   specifici del sito.
   ========================================================================== */


/* --------------------------------------------------------------------------
   1. Body text
   -------------------------------------------------------------------------- */

/* Testo di lettura: segue la modalita' base (2026-08-14). Era #595E67
   fisso — motivo per cui in modalita' Scuro il corpo restava grigio su
   fondo scuro. Il token --sunya-color-text e' emesso dal Customizer a
   partire da "testo su chiaro"/"testo su scuro" secondo la modalita'. */
body,
.entry-content,
.sunya-entry-content,
.page-content {
    color: var(--sunya-color-text);
}

/* Testo secondario: derivato dal testo di lettura, smorzato verso la
   superficie. Cosi' resta leggibile in entrambe le modalita'. */
.sunya-meta,
.sunya-caption,
figcaption,
.wp-caption-text,
.comment-metadata {
    color: color-mix(in oklab, var(--sunya-color-text) 78%, var(--sunya-color-bg, #ffffff));
}


/* --------------------------------------------------------------------------
   2. Link di contenuto — RIMOSSI, li possiede il parent (v1.3.0)

   Dal parent 1.9.4 la base `a` di style.css legge gia'
   var(--sunya-color-link, var(--sunya-color-accent)) con hover e
   outline di focus sulla stessa catena: il token link e' mode-aware
   (inchiostro giusto per la carta in Chiara E in Scuro) e l'hover
   "conserva il lato". Le regole che stavano qui duplicavano il parent
   con una catena PEGGIORE: il riposo leggeva accent-contrast (pensato
   per carta chiara) invece del token link, e a specificita' 0,1,1
   avrebbero battuto per sempre la base del parent, congelando il
   difetto. Un h3 con dentro un link segue la stessa strada.

   Un sito che vuole un colore link proprio NON riscrive questi
   selettori: ridefinisce --sunya-color-link / --sunya-color-link-hover
   nel proprio :root (Option C) o dichiara il brand nel filtro e lascia
   derivare il parent. Le esclusioni :where() dei bottoni non servono
   piu': la base `a` del parent pesa 0,0,1 e ogni regola bottone vince.
   -------------------------------------------------------------------------- */


/* --------------------------------------------------------------------------
   3. Navigazione — RIMOSSA, gli stati header li possiede il parent (v1.3.2)

   Reliquia dell'era pre-1.7.x, quando il parent aveva davvero #ffffff
   hardcoded nello stato trasparente e il child doveva correggerlo. Dal
   refactor nav (1.8.3/1.8.4) il parent dichiara l'inchiostro come TOKEN
   (--sunya-header-color / --sunya-nav-ink) dalla superficie, con guardie
   body-class mutuamente esclusive: i consumatori non sanno in che stato
   si trovano, leggono il token e basta.

   Le regole che stavano qui erano attivamente dannose: la classe
   elemento .sunya-header--transparent resta anche sulle pagine no-hero
   dove il parent rende l'header SOLIDO via body class ("transparent"
   NON significa "visivamente trasparente") — quindi la regola
   "trasparente = inchiostro bianco" del child sparava su header bianco
   solido: menu bianco su bianco (visto sul lab, 2026-08-21). E l'hover
   su accent-contrast reintroduceva il difetto che il parent 1.7.9 ha
   chiuso (accent-contrast e' inchiostro da carta chiara).

   Un sito che vuole una nav diversa ridefinisce i TOKEN del brand
   (via filtro sunya_brand_colors o Option C), mai questi selettori.
   -------------------------------------------------------------------------- */


/* --------------------------------------------------------------------------
   4. Pulsanti CTA — RIMOSSI, li possiede il parent (v1.3.2)

   Le regole che stavano qui ridichiaravano il colore di .sunya-btn--outline
   su accent-contrast: un inchiostro da carta CHIARA, che per ordine
   sorgente batteva le regole del parent anche sulle superfici scure —
   dove il parent (1.7.8+, "la sezione decide i suoi pulsanti") sceglie
   gia' l'inchiostro giusto per la carta effettiva. Stessa famiglia del
   difetto nav rimosso nella sezione 3.

   Un sito che vuole bottoni diversi ridefinisce i TOKEN del brand;
   varianti strutturali nuove (forme, pesi) si aggiungono con classi
   proprie, senza ridichiarare i colori delle varianti del parent.
   -------------------------------------------------------------------------- */


/* --------------------------------------------------------------------------
   5. Footer — barra copyright smorzata (bonifica 2026-08-14)

   PRIMA: questo blocco ridichiarava .sunya-footer e .sunya-footer a con
   fallback #e5e7eb, e la barra copyright con #9CA3AD ESADECIMALE NUDO
   (nessuna var()). Quest'ultimo vinceva sempre sul parent per ordine
   sorgente: ogni child creato dalla base ereditava il grigio di
   davidearduini, qualunque fosse il brand del sito.

   ORA: il parent (footer.css, v1.7.1) copre gia' fondo, testo e link
   con la catena --sunya-footer-color -> --sunya-color-text-on-dark, e le
   due regole duplicate sono state RIMOSSE.

   Resta solo l'INTENZIONE di design della barra copyright — piu' smorzata
   del footer — espressa come derivato, non come colore fisso: il testo su
   scuro miscelato verso la superficie scura. Il valore del Customizer,
   se impostato, ha la precedenza (sta nel primo anello della var()).
   -------------------------------------------------------------------------- */

.sunya-footer__bottom,
.sunya-footer__bottom a {
    color: var(
        --sunya-footer-bottom-color,
        color-mix(
            in oklab,
            var(--sunya-color-text-on-dark, #e5e7eb) 78%,
            var(--sunya-color-surface-dark, var(--sunya-color-primary))
        )
    );
}


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   FONT LOCALI — Dubai Family

   SCELTA 2026-08-14: la tipografia Dubai resta il DEFAULT della base, a
   differenza dei colori (bonificati perche' cristallizzavano il brand di
   davidearduini). Un font di partenza serve: senza, un child nuovo
   cadrebbe sul sans-serif di sistema. I quattro .woff2 sono presenti in
   fonts/, quindi la base funziona as-is.

   PER UN BRAND CON ALTRA TIPOGRAFIA servono TRE passaggi — saltarne uno
   lascia un @font-face che punta a file inesistenti (fallback silenzioso
   al sans-serif di sistema, difficile da notare):
     1. sostituire i .woff2 in fonts/
     2. riscrivere i blocchi @font-face qui sotto
     3. aggiornare --sunya-font-body / --sunya-font-heading nel :root

   NOTA: il preload dei font sta nel functions.php della base come
   scaffold pronto (sunya_child_preload_fonts, wp_head priority 1):
   decommentarlo e puntarlo ai 2-3 .woff2 critici per ridurre il FOUT.
   ========================================================================== */

@font-face {
    font-family: 'Dubai';
    src: url('fonts/Dubai-Light.woff2') format('woff2');
    font-weight: 300;
    font-style: normal;
    font-display: swap;
}

@font-face {
    font-family: 'Dubai';
    src: url('fonts/Dubai-Regular.woff2') format('woff2');
    font-weight: 400;
    font-style: normal;
    font-display: swap;
}

@font-face {
    font-family: 'Dubai';
    src: url('fonts/Dubai-Medium.woff2') format('woff2');
    font-weight: 500;
    font-style: normal;
    font-display: swap;
}

@font-face {
    font-family: 'Dubai';
    src: url('fonts/Dubai-Bold.woff2') format('woff2');
    font-weight: 700;
    font-style: normal;
    font-display: swap;
}


/* ==========================================================================
   APPLICAZIONE FONT
   ========================================================================== */

:root {
    --sunya-font-body:    'Dubai', sans-serif;
    --sunya-font-heading: 'Dubai', sans-serif;
}

body {
    font-family: var(--sunya-font-body);
}

h1, h2, h3, h4, h5, h6 {
    font-family: var(--sunya-font-heading);
}


/* ==========================================================================
   FALLBACK ITALIC — Dubai non ha varianti italic
   
   font-synthesis: none (parent) impedisce il faux-italic del browser.
   Usiamo Dubai Medium (500) come distinzione visiva per l'enfasi.
   ========================================================================== */

em, i, cite, dfn, var,
.wp-block-quote cite,
blockquote cite {
    font-style: normal;
    font-weight: 500;
}
